Invito alla lettura di un giallo tantrico culinario

Che ci fanno un barone universitario, una studentessa senza scrupoli e il proprietario della maggiore catena di sexy shop d’Inghilterra con un barista meridionale, un monaco tibetano e una ragazza madre?

Questo racconto è un percorso iniziatico alla ricerca di un libro dimenticato, ma è anche una storia in cui il lettore è chiamato a fare il lavoro necessario per individuare le tracce della magia che lo circonda. È questo che rincorrono i personaggi del romanzo. Chi cerca sesso lo troverà, chi cerca un giallo scoprirà il colpevole solo nelle ultime pagine, ma c’è anche altro. C’è il principio del filo di Arianna che ci conduce ad individuare i segni della magia che ci sfiora ogni istante affinché sia portata alla luce: come nelle grotte di Altamira con le pitture rupestri dei nostri progenitori. Sono sempre state lì finché un viaggiatore curioso si è avventurato nel buio della grotta e le ha riscoperte. Il profumo della meraviglia che accompagna questa storia è la stessa.

La storia ha il suo centro in Romagna, in una locanda dove le tagliatelle si srotolano fino al centro della Terra e arrivano fino al luogo da cui prendono nutrimento le radici della nostra umanità. Se mai un libro sullo sciamanesimo della tagliatella è stato scritto, questo è quel libro. È una storia che è anche una porta di accesso a quella verità che è alla portata di molti, ma non di tutti. Di sicuro a disposizione di chi sa inebriarsi del profumo del ragù quando si intreccia alle tagliatelle. In una locanda che esiste davvero, come la magia nella vita di ciascuno di noi.

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